martedì 30 agosto 2011

Duemila anni

Non sarà certo scritto nel nostro DNA, ma pare si tratti comunque di un vizio di famiglia.
Quando ero piccola trascorrevo con la famiglia i mesi estivi in una grande casa al mare. Spesso mi annoiavo, in particolare odiavo l’arrivo di amici e parenti: venivano la sera, stazionavano nel “mio” giardino fino a tarda notte in un crescente consumo di mandibole e corde vocali.
Le stanze si svuotavano, mi incutevano un po’ di paura. Non mi andava, con tutti fuori, di essere l’unica dentro a dormire, nemmeno quando mi veniva un sonno da addormentarmi in piedi.
Il mio malessere non proveniva solo dagli scricchiolii dei grandi armadi di legno e dai giochi di ombre proiettati dai gatti in perenne movimento. A due passi c’era la villa del Signor Sottuttoio, un umanoide di duemila anni interamente ricoperto di rughe. Probabilmente è ancora vivo.
Non lo si vedeva in giro quasi mai, stava tutto il tempo in casa. La spesa, ad esempio, gliela venivano a portare.
Le sere dei bagordi, invece, il Signor Sottuttoio si sedeva su una panca di legno nel suo giardino, appoggiava le mani al bastone ben piantato davanti a sé e si guardava intorno. La leggenda coltivata per anni nella mia fantasia narra che io non l’abbia mai visto uscire di casa: nel mio peregrinare svogliato lungo il perimetro della proprietà dei miei, guardavo verso il suo prato e lui ad un certo punto era lì. Ad ogni minimo rumore si voltava di scatto, a dispetto di un collo che apparentemente avrebbe potuto strapparsi come un antico papiro.
Era vedovo, magari stava fuori per godersi la compagnia, ma all’epoca credevo, e in parte ne resto convinta, che ci stesse maledicendo uno ad uno per l’odore di grigliata, la musica e l’allegria che arrivavano fin da lui.
C’è stata però una sera in cui quella specie di nano da giardino si è alzato ed è venuto verso la combriccola di parenti e amici (altrui). Si è agitato, è corso avanti e indietro. Insomma si è dato da fare.
Per me.

17 commenti:

  1. E' così vivo il tuo racconto che mi sembra quasi che il Signor Sottuttoio guardi anche me dalla panca di legno... Da brivido!! Complimenti ;)

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  2. Il racconto e' bellissimo, ma ancora continuo a leggere come se le tue pagine fossero al di la' di un acquario...
    Il tuo primo post mi ha dato qualche diritta!
    Un caro saluto...
    Silvai

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  3. secondo me era il protagonista di Up :D

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  4. Che cosa inquietante il vecchietto! O.O

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  5. Come cambia la prospettiva crescendo.

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  6. credo che un vecchietto cosi' sia passato in tutte le nostre giovani vite! il mio faceva di cognome pure Mazzalupi, pensa un po'. gia' parti svantaggiato con un cognome cosi', se poi sei pure burbero e rugoso hai finito. il terrore di tutti i ragazzini del vicinato.

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  7. bella l'immagine della pelle come un papiro..., sarà che son circondata da persone che stanno inesorabilmente invecchiando...!^^

    (ps, mi son sbirciata le "versioni" di luglio...deliziose!!!^^)

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  8. Ho letto - quasi - tutto d'un fiato. Bellissimo qui, sia i racconti che il motivo per cui hai iniziato a scrivere... in bocca al lupo per il tuo viaggio. Tornero' a leggerti con piacere.

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  9. Sei bravissima, sai scrivere davvero molto bene!! Il racconto prende tanto e lo trovo splendido e coinvolgente! Un abbraccio

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  10. davanti a casa mia, stanno facendo un buco (i soliti della Telecom). Ci sono sempre tre o 4 vecchi che guardano e discutono animatamente se di li passerà un messaggio che non vuole andare a finire in un blog che so io.
    Non credo ci sia dentro una bambina che tenta di mandare un messaggio a sbafo a Babbo Natale

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  11. Interessante...a me quel vecchietto mi mette una malinconia...

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  12. che meraviglia i tuoi ricordi d'estate,quasi simili ai miei!Un po'oggi io ho nostalgia di quell'atmosfera ferragostana che si veniva a creare,grandi risate e chiacchiere,tante chiacchiere!Un bacio Rossella!

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  13. Mi hai appassionata e sono tornata indietro al primo post! Ti faccio i miei complimenti e ci sentiamo alla prossima! Ciao

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  14. magari vi guardava perchè desiderava condividere anche lui qualche momento di allegria, essere soli non è facile, magari pensava che bello se avessi avuto anche io compagnia, ..ba beh faccio l'amico del giaguaro, ma bisogna avere più paura di quelli che sorridono secondo me dalle persone tristi

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  15. ahah vero potrebbe essere il protagonista di Up!!!bel racconto!

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  16. Sono in uno stadio in cui mi cullo con struggente malinconia insieme a tanta dolcezza nei ricordi... e il tuo stupendo racconto... mi riporta alla solitudine ...e sorrido anche al pensiero di un capriccio di anziano.. che a cui facevate certo tanta compagnia....

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  17. @Medea: credo in questo stesso momento ti stia osservando davvero O_O
    @incasadisilvia: in effetti, mi sento una specie di pesce rosso!!
    @Daniela & Maruzza: ma quello è un giovanotto a confronto!! :P
    @Mitsuki: dici? :P
    @Sogno: la mia testa è sempre piena di cose strane!
    @maaleeesh: non male neanche il "tuo"! (n.b.: il cognome del "mio" è inventato)
    @merendasinoira: deliziose??? :P
    @Asile Day: mi troverai su queste pagine!
    @marifra79: sei una maestra? Odio le maestre!! :P
    @Mariolino: un classico! XD
    @Lisa: a pensarci bene...
    @neve di marzo: quasi simili: io non chiacchieravo mai :P
    @Emanuela: alla prossima! (cosa?)
    @Carmine Volpe: sto sorridendo! E ora che fai? :P
    @Strega Bugiarda: dici che gli manchiamo? E come si fa?? Gita??

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